Sull’amore: quattro poesie danesi del primo ‘900

Di poesie d’amore ne esistono a migliaia, ma non smettiamo mai di leggerle (sottoscritta compresa!). In questo articolo, dato che non lo avevo ancora mai fatto, ho pensato di raccoglierne alcune che potessero cogliere le sue diverse sfumature: dalla tenerezza dei primi amori dell’infanzia all’amore passionale di una donna, dal riposo di una coppia dopo una festa, fino a un sentimento tanto bruciante quanto non corrisposto.

GUSTAF MUNCH-PETERSEN (1912 – 1938)

FOTO: Gustaf Munch-Petersen, Kalliope.

Gustaf Munch-Petersen, scrittore e pittore di padre danese e madre svedese, debutta nel 1932 con la raccolta det nøgne menneske (“L’uomo nudo”), il cui titolo è un richiamo alla corrente del vitalismo. Come artista si avvicinerà anche al surrealismo, collaborando con le riviste “Linien” (1934) e “Konkretion” (1935-36).
Dopo il romanzo “simon begynder” (“simon inizia”) del 1933, racconta, con un linguaggio surrealista, i suoi sogni rivoluzionari di un uomo nuovo, di un mondo nuovo, della liberazione dalla società, temi centrali di “det uderste land” (“il paese più in basso”, 1933) ispirato alla psicanalisi.
La raccolta successiva, “mod jerusalem” (“verso gerusalemme”, 1934), descrive in estatiche “composizioni” e immagini religiose il sogno di un paradiso terrestre, con un radicalismo mai raggiunto nella letteratura danese.
La collezione postuma, solen finns (“Il sole c’è”), è l’unica scritta in svedese.
Nelle sue poesie ogni convenzione borghese viene smantellata, esaltando invece una vita intransigente, intensa e senza freni; e sia come poeta che come pittore, si abbandona al subconscio e al potere dell’’immaginazione. 
La vita irrequieta e tumultuosa di Munch-Petersen, che nell’ultima raccolta “nitten digte” (“diciannove poesie”), sembra aver trovato una pace interiore nel contatto con la natura, si interrompe bruscamente nel 1938, quando cade in battaglia nella Guerra civile spagnola per cui si era arruolato come volontario. Solo due anni prima aveva sposato la ceramista Lisbeth Hjort, da cui era nata la figlia Ursula.

inga 

quando avevo dieci anni,
camminavo sulla spiaggia
e mostravo i miei giovani muscoli
per te, inga,
guadavo tra le pietre,
portavo pesanti pietre appuntite
nel tuo porto, inga,
io, con i miei piedi nudi da ragazzino
nell’acqua chiara di fiori di alghe 
e tu seduta con le gambe divaricate,
gli occhi grandi e le ginocchia tonde e strette
mentre costruivo un porto
per le tue navi, inga,
ti ricordi la lunga ombra di tua madre sull’acqua
e le nostre facce tutte rosse,
quando avevamo dieci anni, inga

(Da: G. Munch-Petersen, det nøgne menneske, Nyt Nordisk Forlag, København, 1932)

MARIE BREGENDAHL (1867 – 1940)

FOTO: Marie Bregendahl, di K. Rasmussen, Istedgade, København.

È una delle figure più rappresentative della letteratura rurale danese e una delle poche donne che riuscì a vivere della sua scrittura. Maggiore di nove fratelli e figlia di contadini, perde la madre all’età di dodici anni, ed è lei a occuparsi sia di loro che della casa. Nel 1893 sposa il poeta Jeppe Aakjær e si trasferisce a Copenaghen. L’anno dopo nascerà il figlio Svend. Per mantenersi dopo la separazione, avvenuta nel 1900, Marie lavorerà per un periodo sia come correttrice di bozze che come domestica. Solo l’anno prima era stato pubblicato il suo breve racconto Da Katten løb med Frikadellerne (“Quando il gatto corse con le polpette”), e nel 1904 è la volta di un romanzo, Hendrik i Bakken (“Hendrik in collina”) caratterizzato da un forte realismo psicologico. La svolta letteraria dell’autrice arriverà però con un altro romanzo, En Dødsnat (“Una notte di morte”), pubblicato nel 1912, in cui ricorda la madre morta di parto raccontando gli eventi dal punto di vista di un bambino. Tra il 1914 e il 1923 vennero pubblicati diversi racconti, in seguiti raggruppati sotto il nome di Sødalsfolkene (“Gente di Sødal”). Qui, molti dei personaggi femminili si invaghiscono di uno sconosciuto, e in contrasto con la tradizione, lasciano la loro città natale seguendo i loro desideri erotici, per poi però estraniarsi da sé stessi oltre che dal loro ambiente, mostrando come il percorso di individualizzazione sia tanto liberatorio quanto pericoloso. La sua unica raccolta di poesie, Filtret Høst (“Autunno intrecciato”), è del 1937.

COS’È LA MALINCONIA DI UNA DONNA?
Cos’è che sono la malinconia 
e il desiderio di una donna?
La voglia che mai si placa
di avere accanto colui che si ama.

Di tenere la sua testa tra le mani,
di accarezzare i suoi capelli,
di donargli tutta la tenerezza
di cui si è capaci.

Di sussurrare nel suo orecchio
e sorridere sulle sue labbra,
nascondendosi nel suo collo
nell’arcana sera.

E se i suoi baci si fanno veementi
stretta tra le sue braccia,
di scivolare dentro di lui,
così dolce e mite.

Di sfiorare il suo corpo 
più piano che si può,
di essere lei il desiderio,
che fa bruciare il suo sangue.

Ecco cosa sono, la malinconia
e il desiderio di una donna:
un eterno inchinarsi
a colui che si ama.

[…]

(Da: M. Bregendahl, Filtret Høst, Gyldendal, København, 1937, 42-43)

AAGE HERMANN (1888 – 1949)

Digte (1912) - Aage Hermann - Kalliope

FOTO: Aage Hermann, Digte, Kalliope.

Nato nella città di Frederiksberg, a 18 anni lascia il suo impiego nelle Ferrovie danesi per seguire il sogno di diventare giornalista. Nel 1915 comincia a lavorare per l'”Extra Bladet”, per poi passare al B.T., all'”Idrætsbladet” e al “Socialdemokraten”. Diventa redattore del settimanale “Sport” dal 1931 al 1932 e debutta come scrittore di poesie con la raccolta “Vers” (“Versi”) nel 1909, seguita da altre otto. Scrive circa trenta libri per bambini di successo, sotto diversi pseudonimi, Tra i suoi romanzi ricordiamo “Minens børn” (“I figli di Mine”), “Fra Byens Bund” (“Dal fondo della città”), “Politiassistent Fru Hansen” (“La signora Hansen, assistente di polizia”) e “Eventyret om Island”. (“Racconto sull’ Islanda”). 

A EDITH 
È bello restare fermi
quando il giorno riposa.
È bello sorridere
dopo ospiti allegri,
è bello restare fermi
dopo le feste coi loro fiori.

È bello, al tramonto,
stare fermi a pensare
alle faccende del giorno,
con la quiete tutt’intorno.
È bello, che le tue mani
siano morbide e materne.

È bello, che le tue carezze
siano dolci e delicate,
che stanco, io possa sognare
con la testa sul tuo grembo.
È bello, il tuo sorriso
quando mi culli nel riposo.

(Da: A. Hermann, Digte, Dansk Literært Forlag, København, 1912, p. 47)

HULDA LÜTKEN (1896 – 1946)

Hulda Lütken debutta come poetessa con “Lys og Skygge” (“Luci e ombre”, 1927), scrivendo altre otto raccolte e cinque romanzi. Le poesie si trovano spesso al confine tra sogno e realtà e ruotano attorno a degli intensi stati d’animo innescati dalla sua sofferenza o dalla ricerca nostalgica dell’amore, che spesso si riflette in paesaggi notturni e malinconici. La sua lirica, fortemente influenzata da Edith Södergran, vuole rompere ogni legame con la tradizione, ed è tramite la sua intensità e percezione soggettiva delle cose, di chiara ispirazione modernista, che maturerà nuove consapevolezze. Il suo punto di forza come poetessa è l’abilità nel mettersi a nudo nel descrivere emozioni e sentimenti, anche negativi, trasferendoli sulla pagina in modo esplosivo.

FOTO: Hulda Lütken, Kalliope.

MI CHIEDI…

Perché non sorridi mai, mi chiedi
perché sei affranta, quando mi vedi.
Pensa a quei poveri fiori dalle foglie
sporche, che nessuno coglie.

Mostri solo disprezzo per il mio amore.
Io ti amo! Ecco il mio dolore.

(Da: H. Lütken, Sjælens Have, Nyt nordisk Forlag, København, 1931, p. 16)

FONTI

G. Munch-Petersen, inga, https://kalliope.org/da/text/munchp2017092337, ultimo accesso 26/08/2020.

T. Brostrøm, Gustaf Munch-Petersen, https://denstoredanske.lex.dk/Gustaf_Munch-Petersen, ultimo accesso 27/08/2020.

T. Borup Jensen, Gustaf Munch-Petersen, https://biografiskleksikon.lex.dk/Gustaf_Munch-Petersen, ultimo accesso 27/08/2020.

M. Bregendahl, Hvad er Kvinders Længsel?, https://kalliope.org/da/text/bregendahl2017091513, ultimo accesso 23/08/2020.

I. Hjordt-Vetlesen, https://www.kvinfo.dk/side/170/bio/238/, ultimo accesso 23/08/2020.

A. Hermann, Til Edith, https://kalliope.org/da/text/hermann2019082929, ultimo accesso 23/08/2020.

https://www.gravsted.dk/person.php?navn=aagehermann, ultimo accesso 24/08/2020.

https://peoplepill.com/people/aage-hermann/, ultimo accesso 24/08/2020.

H. Lütken, Du spørger mig…, https://kalliope.org/da/text/luetken2018011810, ultimo accesso 26/08/2020.

L. Horne Kjældgaard, Hulda Lütken, https://dansklitteraturshistorie.lex.dk/Hulda_L%C3%BCtken, ultimo accesso 26/08/2020.

M. Zibrandtsen, Hulda Lütken, https://denstoredanske.lex.dk/Hulda_L%C3%BCtken, ultimo accesso 26/08/2020.

© Traduzioni dal danese di Giada Saturno

E ora… fatemi sapere se questo articolo vi è piaciuto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: